9 elementi fondamentali per coltivare canapa indoor

9 elementi fondamentali per coltivare canapa indoor

In questo post vediamo quali sono i 9 elementi fondamentali per la coltivazione di canapa indoor.
Se stai pensando ad aprire una coltivazione interna devi assolutamente continuare a leggere.
Ma prima di conoscere i 9 elementi lasciatemi descrivervi brevemente la differenza tra coltivazione indoor e outdoor.

Le differenze tra coltivazione indoor e coltivazione Outdoor

  • Indoor. Ha diversi vantaggi, tra cui la privacy e la sicurezza di poter coltivare qualche pianta tra le mura di casa. Consente anche un anche un maggior controllo sull’ambiente in cui crescono le piante, che possono così ricevere l’illuminazione e le temperature ottimali, non essendo soggette all’imprevedibilità del clima. Tra gli svantaggi maggiori il costo di gestione, decisamente elevato, e un’attenzione richiesta molto più elevata.
  • Outdoor. Questo è sicuramente il sistema più facile da seguire, ed è anche quello che rende un raccolto maggiore poiché le piante, all’aperto, crescono più alte e ricche di fogliame. Resta comunque un tipo di produzione in balia di molteplici fattori ambientali che potrebbe influenzare il risultato finale. Inoltre è un tipo di produzione ad alto rischio parassiti e in generale consente meno privacy.

9 elementi essenziali per coltivare cannabis indoor

Di seguito troverai i nove punti salienti da curare meticolosamente per una coltivazione di canapa indoor eccellente:

La stanza di coltivazione (grow room). Può essere una vera e propria stanza destinata alla coltivazione, un qualsiasi spazio chiuso dedicato o una vera e propria “grow box”. Ovviamente, prima di scegliere lo spazio, bisogna considerare quante piante si vogliono coltivare. 

– Le lampade. Modello e qualità delle lampade sono i punti più importanti per avere buoni risultati. Tra le più comuni segnaliamo le lampade HID (High Intensity Discharge) – in particolare le MH (Metal Halide) e le HPS (High Pressure Sodium)– e le luci al LED, che costano di più ma consumano molta meno elettricità. 

Il substrato colturale. Esistono metodi di coltivazioni tra i più vari, ma il più adatto ai meno esperti è quello più classico, in terra.  

I vasi. L’ideale sarebbe iniziare con vasi da 20L., assicurandosi che offrano un adeguato drenaggio, ovvero che siano bucati sul fondo. 

I fertilizzanti. Dopo 3/4 settimane sarò necessario aggiungerli. Per la cannabis sono quasi sempre venduti separatamente e con diverse funzioni. Per evitare le sovra concimazioni è consigliabile iniziare con metà del dosaggio consigliato. 

L’irrigazione. Bisogna fare attenzione che si inumidisca tutto il terreno e che l’acqua esca dai fori di drenaggio sul fondo dei vasi. Va ricordato che è sempre meglio che il terreno delle vostre piante sia leggermente secco piuttosto che sovraccarico d’acqua.

I livelli di ph. La cannabis può assimilare le sostanze nutritive solo se il pH è corretto: per la coltivazione in suolo, dovrebbe oscillare tra 6,0 e 7,0. – L’aria. La cannabis ha bisogno di aria: nella coltivazione indoor un semplice ventilatore può essere sufficiente, l’importante è generare una brezza d’aria sufficiente per mantenere sotto controllo le temperature, evitando le muffe e tenendo a bada gli insetti.

Il controllo/monitoraggio delle piante. La cosa più importante è assicurare l’acqua alle piante e controllare i cicli di luce/buio: per i principianti si consiglia di prendere le varietà di cannabis autofiorenti, che non richiedono variazioni nei cicli di luce.