Cosa sapere per coltivare marijuana legale in italia

Cosa sapere per coltivare marijuana legale in italia

La coltivazione legale della marijuana in Italia è da sempre un argomento molto dibattuto. Ma le cose ultimamente sono cambiate: una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito che la coltivazione ad uso personale di cannabis non costituisce più un reato.
La sentenza recita che:

“Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.”

Ecco cosa sapere per la tua coltivazione di marijuana legale

Un pronunciamento, quello della Cassazione, che sembrerebbe ribaltare i principi che fino ad oggi hanno guidato la legislazione in materia. Ma quindi, da oggi è possibile coltivare cannabis senza incorrere in conseguenze penali? Non proprio.

Chi stabilisce se la mia coltivazione è legale o no?

Sebbene l’ordinanza rappresenti un passo avanti dal punto di vista giuridico, il quadro normativo al momento non è stato modificato, e questo vuol dire che essere trovati dalle autorità in possesso di piante di cannabis può portare a processo penale.

L’aiuto di questa sentenza arriva, quindi, esclusivamente a questo punto:

Spetterà ora al giudice o alle forze dell’ordine stabilire se la quantità di cui si è trovati in possesso siano minimi. Ma deve essere ben chiaro che il processo, in caso di possesso, è sempre lecito dal punto di vista giuridico.

Quante piante posso coltivare legalmente?

Per quanto riguarda il numero di piante concesso “a uso personale”, non è chiaro dalla sentenza quante siano di preciso: bisogna aspettare le specifiche per capirlo, ma ci si può fare un’idea guardando le sentenze passate, dove si è precisato che, per uso personale, s’intende una quantità che va dalle due alle dieci piante.

Tecniche di coltivazioni legali

Un altro importante fattore da tenere a mente è di fare attenzione alle modalità di coltivazione personale: per usufruire della sentenza è necessario che la cannabis sia coltivata esclusivamente tramite “tecniche rudimentali”.

Già l’utilizzo di lampade, impianti d’irrigazione e bilancini potrebbero presupporre i fini di spaccio, andando a identificare l’atto come reato. Quindi, da quanto si evince, solamente il coltivatore può utilizzare le piante in questione: può quindi fare uso del prodotto casalingo solamente colui o colei che materialmente si occupano della coltivazione e della cura delle piante, e solo quella singola persona. 

Dove acquistare la marijuana legale a Roma

In seguito al via libero dato alla coltivazione della canapa se la pianta ha un tasso di THC inferiore allo 0,2% (al massimo vi è una tolleranza fino allo 0,6%) come previsto da regolamento europeo, hanno iniziato a prolificare negozi di Cannabis Light. A Roma, ad esempio, le boutique che vendono prodotti a base di canapa legale si trovano ormai un po’ ovunque.

Al loro interno, oltre alla classica infiorescenza, si trovano derivati come biscotti, cioccolate, caramelle, the e caffè, ma anche cosmetici, oli, semi, creme, birre e liquori. Il trucco? Aver tolto il principio attivo che per la legge italiana resta illegale, il famoso THC, potenziando invece un altro cannabinoide, il CBD. Una sostanza psicoattiva che ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatori, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico.

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